Un ministro per caso
Luglio 3, 2006 on 12:00 am | In Melandri, Giovani, Sport, Rutelli, Turismo, Prodi, Libro | 15 Commenti
Non lo voleva fare il Ministro dei Giovani. Anzi, nemmeno immaginava che si potesse creare un Ministero del genere. Al massimo avrà pensato, sarà dato - come specchietto per le allodole - a qualche “giovanilista” di Rifondazione (che avrebbe rifiutato con sdegno lo sport, robaccia fascista….). E invece è toccato a lei.
Giovanna Melandri, veltroniana o dalemiana in base all’umore mattutino, non ha avuto ciò che voleva, battuta da un peso massimo come il suo concittadino e piacione, Francesco Rutelli. Non l’hanno tutelata. Lei voleva fare il Ministro della cultura, del Turismo. Ed invece ha ha che fare con quei burini dei giocatori di pallone e con quei ladroni dei presidenti delle squadre di calcio. Lei che di Sport capisce poco, nel caso-Moggiopoli si è subito messa nel cono d’ombra di Borrelli, rilanciando ogni affermazione dell’ex “leader” di Mani Pulite. Lei che di giovani - ha 45 anni, va capita - non ne capisce una mazza (linguaggio sportivo), rilancia le proposte della premiata ditta Turco&Ferrero, al grido di “più canne per tutti”. Lei che di idee per i giovani non ne ha, si rifugia in corner, con espressioni vaghe e indefinite, del tipo “i giovani sono una risorsa, non un problema“, trullallerò, trullallà…
Lei voleva fare il ministro del turismo. La Melandri, a tal obiettivo, aveva addirittura scritto un libro per una poco nota casa editrice (con un sottotitolo rooseveltiano), con la prefazione del buon Mortadella, quel Romano Prodi oggi Capo del governo della Melandri. Ha cercato di fare lobbing (a cosa altro servono scrivere questi libri?) la Melandri, ma “er Piacione” Rutelli, l’ha fregata. La povera Melandrina, la più giovane di tutto il governo, ha ripiegato su “er Pupone”. Perchè una poltrona non si rifiuta mai.
Articolo pubbblicato anche sul sito nazionale di Azione Giovani.
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