Via libera della Melandri alle scuole islamiche

Novembre 7, 2006 on 4:33 pm | In Melandri, Giovani, Scuola, Immigrati, integrazione | 34 Commenti

«Non bisogna mai avere paura quando si aprono delle scuole. Semmai, quando vengono chiuse.» Il ministro delle Politiche giovanili, Giovanna Melandri ha accolto così - durante un convegno con l´Ulivo a palazzo Marino sui temi del dialogo e dell´integrazione - la notizia della riapertura della scuola araba di via Ventura.
La nostra Melandrina però, subito si contraddice, piazzando a casaccio la solita e banale “perla” politicamente corretta: «Da noi si prevede la possibilità di ospitare una scuola straniera, ma la più grande agenzia interculturale per l´integrazione che abbiamo è la scuola pubblica».
Peccato che la voglia di integrarsi delle famiglie musulmane che mandano a scuola i bambini nella madrassa di via Quaranta (dove si studia sui libri dei Fratelli Musulmani, noti fautori dell’integrazione) sia veramente poca. Mentre la scuola era chiusa, “alcuni genitori hanno mandato i figli a studiare in Egitto dai parenti, dividendo la famiglia è questo l’effetto peggiore provocato da questa vicenda», spiega la preside Lidia Acerboni.
Ma come? Se volevano integrarsi, c’era la scuola pubblica, la grande Agenzia di integrazione, tanto decantata dalla Melandri!!!

Politicamente corretta a scapito dell’intelligenza

Agosto 23, 2006 on 12:00 pm | In Melandri, Giovani, Sinistra, Immigrati, integrazione | 21 Commenti

Hina Saleem: tutti noi avremo seguito la storia di questa ragazza pachistana trapiantata a Brescia, che voleva essere uguale alle sue coetanee con la minigonna, il rossetto, l’I-pod nelle orecchie e la sigaretta sempre accesa in bocca.

Per il padre era però una cattiva musulmana e l’ha uccisa, tagliandole la gola, come fanno i terroristi con gli apostati. «Muhammed», cioè il padre omicida, dice la madre dell’uccisa, «ha fatto giustizia», perché Hina «non si comportava da brava musulmana».

Era giovane, carina ed “integrata”. Lo scontro di civiltà voluto dai suoi genitori islamici ed intolleranti prosegue anche per il funerale: la madre vuole portarla in Pakistan. «Hina è una bresciana, rimane una bresciana, è giusto che rimanga qui. Il suo sogno era di essere uguale a noi. Ha voluto sempre essere uguale a noi», ha detto Beppe, il suo ragazzo, distrutto.

Trattasi di una storia andata male di integrazione di una giovane emigrante: interviene così la Ministra per i giovani, la nostra Melandrina, secondo la quale trattasi di “ignoranza sui diritti e di una profonda solitudine“.

La solita idiozia socialista e politicamente corretta: la colpa non è dell’individuo che ha commesso il fatto, e delle sue idee di intolleranza religiosa derivanti da una sub-cultura animalesca, ma è colpa delle società, che non ha edotto a sufficienza i genitori ed Hina sui diritti - attività inutile per chi rispetta solo la Sharia - ed ha lasciato sole queste persone in un momento difficile - che doveva fare lo Stato? Dire al Padre di Hina “non sgozzare tua figlia?”.

Eppure per una volta il bene sta da un parte - una ragazza che è riuscita ad integrarsi - ed il male dall’altra - i genitori che rifiutano lo stile di vita italiano.

Sarà stato il sole delle Eolie. Ce lo auguriamo!

PS: e le femministe di sinistra tacciono! Da brave radical-chic sono in ferie!

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