Politicamente corretta a scapito dell’intelligenza
Agosto 23, 2006 on 12:00 pm | In Melandri, Giovani, Sinistra, Immigrati, integrazione |
Hina Saleem: tutti noi avremo seguito la storia di questa ragazza pachistana trapiantata a Brescia, che voleva essere uguale alle sue coetanee con la minigonna, il rossetto, l’I-pod nelle orecchie e la sigaretta sempre accesa in bocca.
Per il padre era però una cattiva musulmana e l’ha uccisa, tagliandole la gola, come fanno i terroristi con gli apostati. «Muhammed», cioè il padre omicida, dice la madre dell’uccisa, «ha fatto giustizia», perché Hina «non si comportava da brava musulmana».
Era giovane, carina ed “integrata”. Lo scontro di civiltà voluto dai suoi genitori islamici ed intolleranti prosegue anche per il funerale: la madre vuole portarla in Pakistan. «Hina è una bresciana, rimane una bresciana, è giusto che rimanga qui. Il suo sogno era di essere uguale a noi. Ha voluto sempre essere uguale a noi», ha detto Beppe, il suo ragazzo, distrutto.
Trattasi di una storia andata male di integrazione di una giovane emigrante: interviene così la Ministra per i giovani, la nostra Melandrina, secondo la quale trattasi di “ignoranza sui diritti e di una profonda solitudine“.
La solita idiozia socialista e politicamente corretta: la colpa non è dell’individuo che ha commesso il fatto, e delle sue idee di intolleranza religiosa derivanti da una sub-cultura animalesca, ma è colpa delle società, che non ha edotto a sufficienza i genitori ed Hina sui diritti - attività inutile per chi rispetta solo la Sharia - ed ha lasciato sole queste persone in un momento difficile - che doveva fare lo Stato? Dire al Padre di Hina “non sgozzare tua figlia?”.
Eppure per una volta il bene sta da un parte - una ragazza che è riuscita ad integrarsi - ed il male dall’altra - i genitori che rifiutano lo stile di vita italiano.
Sarà stato il sole delle Eolie. Ce lo auguriamo!
PS: e le femministe di sinistra tacciono! Da brave radical-chic sono in ferie!
21 Commenti
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Sono veramente disgustata dalle parole del ministro e dal silenzio delle donne di sinistra. Vivono nella contraddizione e non se ne rendono conto; già da tempo la penso così. Una delle poche cose di cui sono sicura è che TANTI IMMIGRATI, CHE MAGARI SI PRESENTANO COME POVERACCI, NON SI VOGLIONO INTEGRARE MA VOGLIONO CAMBIARE NOI, CHE CERTO NON SIAMO PERFETTI (io sono occidentale ma non per questo, ad es., devo fumare etc.), MA CHE NON DOBBIAMO CAMBIARE PER LORO.
Silvia
Commento di Silvia — Agosto 23, 2006 #
Invece di prendere ad esempio Hina come esempio di giovane che voleva integrarsi e vi riuscì, la nostra Ministra per i Giovani si mette a fare sociologia spicciola.
Vorrei sapere qual è il modello di integrazione per i giovani immigrati che ha in mente la Melandri, aparte il suo solito statalismo con le banalita del tipo “ci vuole una vasta rete di assistenza”. Roba da anni ‘70.
Commento di Mariniello — Agosto 23, 2006 #
La Melandri vuole fare tanto la clintoniana, le uniche cose che sa dire sono: tutela del Welfare, dell’assistenza. Solo bassa propaganda statalista.
Clinton almeno il Welfare lo riorganizzò, la sinistra si cagherebbe sotto (scusate il termine ma è il più efficace)davanti ai sindacati e alle corporazioni.
Commento di Umberto — Agosto 23, 2006 #
Vabbè, Clinton aveva anche un Congresso in mano al GOP.
Ciò che mi sconvolge è la vaghezza del modello di integrazione che propongono i sinistri e la cecità dinanzi al problema islamico.
Commento di Mariniello — Agosto 23, 2006 #
A sinistra se non hanno aperto gli occhi neppure quando ci hanno sbattuto il grugno con l’omocidio del loro compagno Frammartino, non li apriranno mai.
Saranno sempre un peso morto per tutti noi, la quinta colonna del nemico che abbiamo nel giardino di casa.
E le dichirazioni della Melandri lo confermano.
Commento di Monsoreau — Agosto 23, 2006 #
la cecità dinanzi al problema islamico è palese nella sinistra!!
non capiscono che un giorno questi paesi maledetti si coalizzeranno e si metteranno contro di noi cercando di cancellare completamente la civiltà occidentale.
L’Italia sarà la prima……MA QUESTO LORO NON LO SANNO!!!!
VIVA L’ITALIA!
Commento di Giuseppe Lucariello — Agosto 23, 2006 #
@ Monsoreau: gli amici del compagno frammartino mi fecero pena con le loro dichiarazioni. L’ideologia comunista-socialista nuoce gravemente alla salute. E’ proprio vero!
@ Giuseppe Lucariello: non è che non lo sanno. Loro auspicano la cancellazione dell’Occidente simbolo delle libertà, del capitalismo, di tutto ciò che i comunisti combattono. L’alleanza comunista-islamista è realtà.
Commento di Mariniello — Agosto 23, 2006 #
siete proprio bravi a speculare e fare polemica politica su una tragedia come questa…che è una tragedia per tutti sia di destra che di sinistra, e se si vuole polemizzare sulle dichiarazioni…troppe ce ne sarebbero…ben più gravi da criticare! E’ bellissimo ricordare hina…ma strumentalizzarla mi sembra estremamente offensivo nei suoi confronti
Commento di Mary — Agosto 23, 2006 #
…mi sembra che per la Sinistra sia stata una tragedia come altre… ricordiamo Hina perchè non vogliamo altre Hina. E crediamo che le dichiarazioni della Melandri siano gravi. E ancor più grave è il modello di non-integrazione offerto dalla sinistra.
Commento di Mariniello — Agosto 24, 2006 #
appunto, ricordiamola perchè non ce ne siano altre…ma non penso che le politiche della destra avrebbero evitato la tragedia…per quanto le preferisca a quelle della sinistra…ogni tanto bisogna anche essere un po’ critici. Altrimenti diventa uno sparare a raffica contro tutto e tutti indistintamente
Commento di Mary — Agosto 24, 2006 #
…perchè è un problema di politiche, secondo te, le tragedie come quella di Hina. Quello che non sopporto è l’atteggiamento dinanzi alla tragedia.
Tranquilla: “lo sparare a raffica” è tentazione estranea a questi lidi, anzi!
Leggi qui, per esempio!
Commento di Mariniello — Agosto 24, 2006 #
Ragazzi, io penso che dobbiamo lasciar perdere le puttanate sociologiche. Bisogna capire che l’integrazione dipende solo dagli immigrati. Se accettano le nostre regole, ok, se no a casa. Il fatto è che appartengono a un modello culturale molto diverso dal nostro, chiuso e pericoloso per la nostra identità cristiana e occidentale. Io sn nato in Germania, i miei non hanno avuto il benchè minimo probl a integrarsi e i tedeschi ci han trattati cm fossimo dei loro, con rispetto e tanta solidarietà. Ma la ns cultura è molto simile alla loro, poi nn siamo andati all’estero cn la cafoneria di ki pretende diritti, senza conoscere i doveri..anzi, si stava con due piedi in una scarpa. Mettiamoci in testa ke si devono discriminare i flussi in entrata…entra ki è culturalmente più integrabile, e sl se lo vogliamo noi. sn troppi, interi quartieri del catanese, dv vivo, sn diventate colonie di immigrati rumeni, nordafricani, ecc. Mò basta!
Commento di giuseppe — Agosto 24, 2006 #
…il Cardinale Biffi insegna…
Commento di Mariniello — Agosto 25, 2006 #
Se penso che vogliono dare la cittadinanza italiana dopo cinque anni con il modello di integrazione proposto dalla Melandri stiamo proprio bene nei prossimi anni
Commento di Peppe — Agosto 25, 2006 #
@ Mary: visitando sin dagli esordi questo blog crediamo che non ci sia stato alcun tentativo di strumentalizzare questa tragedia. La storia di Hina inevitabilmente è però il paradigma di un’immigrazione problematica, che va risolta con buon senso, non con pietismo nè con slogan facili. La destra vanta il merito di aver tentato di restituire una dignità umana a chi emigra nel nostro Paese regolamentando il flusso. Pochi alla volta son più facili da gestire e da seguire nel loro processo di integrazione. L’immigrazione di massa così come voluta dalla sinistra come si può conciliare con l’integrazione? E’ materialmente impossibile. Non ci sono i mezzi, nè le possibilità economiche.
Con i necessari discrimini e le debite proporzioni, come torinesi possiamo tranquillamente testimoniare per mezzo delle ns. famiglie che negli anni Sessanta quando iniziò il flusso migratorio dal Sud per trovare lavoro nelle fabbriche dell’indotto automobilistico si verificarono dei grossi problemi di integrazione perchè la città non era stata preparata a questo. Ed allora si trattava di cittadini dello stesso Stato provenienti da culture parzialmente diverse. Allora non ci fu un problema di criminalità così elevato come oggi e i problemi piano piano rientrarono. Nacquero però allora pregiudizi che pesano ancora come macigni sia sui locali che sugli emigranti che certo non hanno facilitato la vita a nessuno.
La morale spicciola della favola è che per ospitare qualcuno in casa propria bisogna essere sì aperti e disponibili ma anche nelle condizioni ottimali di poterlo fare per non creare disagi a nessuno nel rispetto della dignità umana. Come intende praticamente fare ciò l’attuale governo?
Commento di azionegiovanigiaveno — Agosto 26, 2006 #
@ Peppe: ci vogliono far fare la fine della Francia.
@ AG Giaveno: in Italia manca lo spazio per questi milioni di disperati. Apriamo le porte, e poi? Dove dormono? Dove mangiano?
Boh? risponde la sinistra!
Commento di Mariniello — Agosto 26, 2006 #
Mariniello, ma tu ce l’hai il permesso di soggiorno?
Commento di Silvio (quello vero) — Ottobre 10, 2006 #
Silvio DS ma ci sei o ci fai????
Commento di Fabio 82 — Ottobre 10, 2006 #
Ma no..Il fatto è che con te e Fanfariniello si può solo cazzeggiare, non confrontarsi. Non volete capire che anche avendo idee diverse ci si può trovare daccordo su alcuni punti fondamentali per una convivenza civile. Pensa ora che ha scoperto da dove digito verrà qui sotto con qualche picchiatore nostalgico….Ce ne sono ancora parecchi da voi che ancora vogliono menare le mani davvero?
Commento di Silvio (quello vero) — Ottobre 11, 2006 #
…fai il bravo… Non sei a casa tua…
Non costringermi a bannarti!
Commento di Mariniello — Ottobre 11, 2006 #
Vero non sono a casa mia, ma il padrone di casa deve fare gli onori, non tappare la bocca alle voci fuori dal coro….Sei il solito comunista….Spiacenti non sono consentiti commenti……Mi sa tanto che Diliberto aveva ragione a criticare Bertinotti. Dimostrate con i fatti che non vi siete serviti di lui. Dopo 60 anni vogliamo ancora dividere l’Italia tra fascisti e comunisti? Ancora con l’Unità del ‘53? La storia va sempre ricordata, ma non si può vivere nel passato. Va assolutamente superata la politica degli opposti estremismi a per farlo occorre dialogare e accordarsi su alcuni temi fondamentali senza i quali non c’è nessuna possibilità di civile convivenza e di sviluppo del Paese.
Commento di Silvio (quello vero) — Ottobre 11, 2006 #